Innanzitutto l’emozione!

Henri Grolleau
Gli abitanti delle zone urbane sono sempre più attratti dalle campagna.
E’ questa la conclusione che si potrebbe trarre leggendo il materiale esistente sui progressi osservati nel settore del turismo rurale, ovunque in Europa. Ma quale è la situazione reale?
Il turismo rurale è un settore economico e sociale in piena espansione che giustifica il crescente interesse di un numero sempre maggiore di operatori (sopratutto promotori ed investitori). E’ un’affermazione pertinente?

L’organizzazione ed i servizi offerti dal turismo rurale soffrono di carenze croniche in materia di definizione della produzione e rendimento della distribuzione. E’ pertanto opportuno fare il punto in questo paesaggio diversificato per meglio soddisfare le necessità di sviluppo del mondo rurale.
Questa definizione, così spesso sbiadita, è fondata?
Locale, questo turismo lo è a cinque livelli. Esso è:

  • di iniziativa locale;
  • a gestione locale;
  • con profitti locali;
  • caratterizzato da paesaggi locali;
  • valorizzante per la cultura locale.

È per questa ragione che piace sempre più ai cittadini, tanto più ghiotti di particolarismi quanto maggiore è la standardizzazione offerta dalla città. Ma non bisogna lasciarsi trarre in inganno: i cittadini sono soprattutto alla ricerca di se stessi e di una risposta personalizzata al loro bisogno di riconoscimento affettivo e sociale. La campagna, la natura e l’aspetto rurale non sono che quadri adattati, protettivi e rassicuranti.
Quanto più la città è fonte di apprensione (disoccupazione, instabilità, ecc.), tanto più la campagna rassicura. Più il presente è aggressivo, tanto più il passato appare dolce. Quanto più si è disorientati, tanto più si godrà della compagnia di persone “genuine”.
È questo che ricercano essenzialmente i cittadini: emozioni semplici, in un mondo semplice fatto di cose semplici. Si potrebbe persino affermare che siano alla ricerca di emozioni vere, in un mondo vero fatto di cose vere, se non si avverasse che consumano soprattutto emozioni senza rischi e senza impegno personale, in un mondo fittizio, creato appositamente per loro, partecipando ad attività pseudoautentiche.

Il knowhow del turismo rurale si fonda, in larga misura, sulla capacità dei rurali di far conoscere, ossia sulla loro capacità di comunicare, mediante le parole, l’atteggiamento, l’ambiente e le attività, con i cittadini che hanno perso il contatto con la campagna e la natura, per i quali il mondo rurale genera un nuovo esotismo, un lusso supremo, quello delle cose semplici.
I contadini che hanno saputo prendere le distanze dalla propria “ruralità”, per meglio comprendere i desideri del turista e dedicarvisi senza complessi, sono coloro che ottengono i risultati migliori. Sono coloro che propongono, in un’impresa a misura d’uomo, prestazioni che sembrano personalizzate, anche quando queste sono assolutamente anonime.

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